Per l’operations manager dell’azienda molitoria trevigiana nella distribuzione la sfida principale è “mantenere una pianificazione stabile per gestire efficacemente il magazzino e ottimizzare ordini e consegne”. Per questo è utile ibridare make-to-stock e make-to-order. In più, la logistica, sia in entrata che in uscita, è ottimizzata grazie a un sistema che ottimizza i trasporti, “contenendo costi, tempi e impatto ambientale”
Il Ceo dell’azienda bolognese di pompe a ingranaggi: “Oggi è importante essere in grado di cambiare rapidamente: per questo ciò che non è lean non è flessibile né tantomeno competitivo. Quello delle risorse umane è un tema delicato in una fase di contrazione come quella che stiamo vivendo, ma sono le persone a spingere le aziende. Inoltre i processi produttivi sono in costante evoluzione, anche grazie alla tecnologia: sbagliato azzerare gli investimenti”
Il Coo racconta come il gruppo emiliano si è mosso per garantire sicurezza digitale e continuità operativa: “Tramite specifiche certificazioni abbiamo elaborato procedure interne per utilizzare in modo sicuro le tecnologie e, in caso di difficoltà, abbiamo predisposto dei backup”. Faggioni non nasconde che queste prassi aggiungano step in più all’operatività: “Ma anche quando parliamo di cybersecurity le certificazioni sono diventate una discriminante con cui presentarsi ai clienti come partner affidabili”
Non ha dubbi l’Accounting & Finance Manager del brand di cappelli: “Per crescere è fondamentale saper raccogliere, analizzare e rielaborare i dati. Per questo serve una struttura adeguata fruibile da tutti e contenente informazioni univoche e corrette”. Il vantaggio più significativo offerto dai nuovi strumenti tecnologici? “Permettono di approfondire i dati e analizzare più a fondo le informazioni che produciamo ogni giorno”
Parla uno degli ‘architetti’ della razionalizzazione dei magazzini del gruppo dei tessuti e dei filati, oggi responsabile della logistica: “Mantenendo l’internalizzazione siamo più flessibili nelle emergenze, come anche le complessità attuali”. Un vantaggio importante oggi arriva anche dalle “certificazioni come l’Aeo, con cui possiamo beneficiare di un abbattimento dell’80% dei controlli alla dogana sulle nostre merci”
Per il Responsabile Operations del gruppo della moda “processi più lineari” sono essenziali nei contesti di incertezza: “Rendono meno macchinoso il cambiamento”. Non solo: favoriscono anche “l’internazionalizzazione, perché velocizzano la fase di startup dell’attività” e agevolano “la formazione delle persone, un aspetto molto importante per un settore come quello retail in cui si prevede che il turnover aumenti”
Il direttore di produzione della sede italiana del colosso nipponico spiega come i Kpi con cui vengono valutate le prestazioni siano decisi dalla casa madre di Tokyo. Komatsu Italia effettua analisi quotidiane delle proprie performance: “Ogni giorno, oltre ai dati raccolti in automatico dai macchinari, ci sono delle squadre che, reparto per reparto, controllano le linee di produzione e il corretto svolgersi dei processi”. Guardare ad aziende di altri settori? “In alcuni casi lo facciamo, ma solo per capire le tendenze di mercato”
Per il Coo dell’azienda di Volpiano (TO) dei macchinari per il collaudo di microchip, schede e dispositivi elettronici bisogna andare oltre l’allargamento della base dei fornitori e “agire a livello di prodotti e progetti, per renderli meno vulnerabili a eventuali shortage”. E sull’andamento del mercato: “Gli investimenti ora sono scesi, ma tra cinque anni verranno prodotti il doppio di chip di oggi. Il vero tema è che in Ue mancheranno sempre di più le competenze”
Per la Managing Partner della società padovana di head hunter, le figure operative oggi devono “possedere un equilibrio tra competenze tecniche e soft skill”. Quali non sottovalutare? “Capacità di adattarsi a contesti mutevoli, abilità nel costruire e mantenere relazioni forti con gli stakeholder e visione strategica”. Ma soprattutto occorre “incarnare il Dna aziendale, per influenzare positivamente il clima aziendale”
L’azienda bergamasca di caschi affida a una filiera ‘a chilometro zero’ la propria produzione. Ad aiutarla a essere “più agile nei cambiamenti” è anche la tecnologia, che “abbatte i tempi interni di sviluppo”. Spiega poi la direttrice operativa: “La pianificazione è annuale e viene poi declinata trimestralmente e affinata mensilmente”. Ed enfatizza la necessità di creare un rapporto collaborativo: “Una catena fidelizzata è garanzia di standard. Il problema è che qui in Italia alcune filiere stanno sparendo”
L’obiettivo del Center of Excellence per l’Ecodesign della multinazionale tedesca è “non solo ridurre la carbon footprint dei processi, ma anche ripensare il modo di architettare e far funzionare gli impianti”. Spiega Matteo Titotto: “Si tratta di ottimizzare tutta la value chain: per questo abbiamo cominciato a costruire un tool che permetterà di realizzare il Life Cycle Assessment di qualsiasi macchinario che produciamo a partire dalla sua distinta base”
L’azienda dei prodotti elettrici di Marostica (VI) segue contemporaneamente decine di progetti di sviluppo di nuovi prodotti, alcuni dei quali durano anche anni. Per l’Industrial Operations Director, uno dei vantaggi competitivi di Vimar è “quello di progettare e costruire internamente i macchinari che assembleranno le nuove linee: così valorizziamo la partecipazione costante al processo da parte dei nostri tecnici di progettazione delle macchine”
L’azienda livornese realizza macchine e impianti per la produzione e la post-produzione di componenti in materiale plastico. Si tratta di “tecnologie allo stesso tempo scalabili e flessibili” rese possibili dal fatto che “nei nostri processi la personalizzazione avviene non tanto sulla base delle lavorazioni specifiche fatte da ogni singolo cliente, quanto su quelle tipiche del suo settore di appartenenza”
La definisce una “filosofia molto semplice” il responsabile di processo dell’impresa umbra dei prefabbricati: “Combiniamo le competenze di senior e junior: i primi conoscono meglio prodotti e azienda, i secondi hanno dimestichezza con l’innovazione e l’interpretazione dei dati. Così rendiamo più fluido lo scambio di informazioni per migliorarsi continuamente. E da qualche anno mappiamo le skill dei nostri dipendenti”
In un contesto geopolitico già teso da anni, il gruppo bergamasco ha “rafforzato la capacità produttiva locale in Stati Uniti e Cina” e “ampliato le relazioni con partner in aree meno esposte a tensioni”. Persico Group sta inoltre “diversificando le aree di business per ridurre la dipendenza da un singolo settore o mercato geografico”. E sull’approvvigionamento: “Investiamo in tecnologie digitali e abbiamo identificato fornitori alternativi in regioni meno esposte a rischi geopolitici”
Spiega il responsabile del plant vicentino dell’azienda che realizza libri: “Elaboriamo disposizioni operative, ossia metodi di lavoro che abbracciano tutto il processo produttivo. È un’academy interna che si occupa di questo come dell’altro importante passaggio: trasmetterle”. Importante la gestione delle non conformità: “Le segnaliamo con dei report per trovare subito dei correttivi, così da non compromettere né l’efficacia dell’industrializzazione né la qualità”
Parla il Digital & Lean Manager della multinazionale della refrigerazione: “Abbiamo ridotto del 90% il tempo di raccolta, analisi e messa a disposizione dei dati in un impianto. E ora ne tracciamo in maniera puntuale fermate, microfermate e perdite di velocità”. Le sfide? “È anche un costo che va ottimizzato. E dobbiamo gestire la complessità della limitata convergenza di strumenti e tecnologie che provengono da vari fornitori”
Per il Chief Global Business & Operations Officer e Board Member dell’azienda bolognese l’automazione porta con sé uno shift nel ruolo delle persone “da operatori a supervisori”. In cambio “si guadagna in flessibilità e personalizzazione e si riducono tempi, costi e spazi, migliorando l’efficienza”. Ima si appoggia per l’85% a fornitori esterni per la produzione: “Dobbiamo accompagnare queste aziende, a volte piccolissime, in questo processo”
Stefania Demetz, Head of Planning and Coordination di Milano-Cortina 2026, svela le sfide organizzative dei prossimi Giochi Invernali: “Dobbiamo combinare la tradizione e la competenza tecnica specifica dei territori con le modalità di progettazione olimpica”. Tra master schedule, sistemi di pianificazione, monitoraggio e previsione dei rischi, ecco come si orchestrano le Olimpiadi
L’ad dell’azienda comasca spiega il disegno dietro all’entrata in Stamperia Emme, Tintoria Comacina e Creazioni Digitali: “Creiamo sinergie, mettiamo a sistema competenze e know-how diversi e tuteliamo un territorio e la sua filiera produttiva”. E per affrontare le sfide geopolitiche attuali secondo Gentili “l’alta moda avrà sempre più bisogno di accorciare la filiera”
Lo scorso anno l’azienda siderurgica bresciana ha sostituito un forno a metano con una batteria di forni a induzione. Il cambiamento ha richiesto una stretta collaborazione con i fornitori per “personalizzare la tecnologia e potenziare l’infrastruttura elettrica”. Non solo: “Abbiamo agito per creare una funzione di coordinamento tra l’acciaieria e il laminatoio, così da sincronizzarli e ottimizzare i fermi”
Tramontata l’idea che l’Ia sia una sorta di ‘bacchetta magica’, le aziende si sono rese conto quanto il suo impiego non sia immediato. Lo scoglio, in ambito operations, deriva dalla base dati da dare in pasto all’Ia: “Raccogliere ed elaborare le informazioni in modo coerente è la premessa fondamentale per utilizzarla in modo aderente ai propri bisogni”
In un periodo di difficoltà a trovare talenti, per garantire i propri standard la multinazionale dei compound di polipropilene ha elaborato un modello ‘a matrice’: “Nei nuovi stabilimenti replichiamo il layout impiantistico dell’headquarter ed esportiamo negli stabilimenti esteri le nostre procedure ottimizzate”. Anche le risorse umane maturano competenze nella sede centrale per poi trasferirle alle altre sedi
Per i due operations manager dell’azienda reggiana (rispettivamente per il plant americano e per quello cinese) nelle situazioni di crisi è fondamentale anche dialogare costantemente con clienti e fornitori e, dice Bondi, “creare con questi ultimi delle partnership”. Gargiulo: “Ora la ‘nuova normalità’ ha richiesto l’adozione di strumenti sempre più digitali per gestire e supportare da remoto le operazioni”
Sapere dove si vuole andare è imprescindibile per continuare a crescere. In particolare, secondo Paolo Soprano lo è “per chi gestisce le operations, dato che è il punto di partenza per qualsiasi considerazione”. Soprattutto in un mondo industriale che si muove sempre di più verso l’integrazione della catena di valore: “In un’Italia chiamata a investire sulla fase del make per rimanere competitiva, il contributo dell’operations manager nel proporre integrazioni a fianco o verticali aumenterà di importanza”
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